Macerata, amore mio: gli innamorati non mancano!

Continuano ad arrivare composizioni d’amore per la città! Ecco gli ultimi quattro testi arrivati che partecipano al concorso letterario “Macerata, amore mio”, con la collaborazione di Bottega del LibroLibreria Del MonteLibreria Catap e Bibidi Bobidi Book. Per partecipare, tutte le informazioni sono qua

Piaggia della torre, Macerata
Piaggia della torre, Macerata

A Macerata

Parlo a lei, mia amante segreta
A lei seduta sopra l’infinito, così tranquilla
A lei che mi chiama col vento e sospira…
…Torna!
Quando le parole sono troppe e in disordine
Divento cieca, e dipingo.
Traccio il suo profilo, così preciso all’alba
quella sua forma si illumina, rivolta verso il mare
poi la sera, si sfoca, donna misteriosa!
E quando scuriscono le montagne io posso solo ammirarla arrossire.

CC

Macerata mia

Macerata mia,
quanto ti ho camminato,
passo dopo passo, giorno dopo giorno.
Ci siamo intrecciati nei vicoli,
ci siamo scoperti nella nostra campagna,
che non è periferia ma urbe contadina.
Mi piace il tuo profumo,
sentore antico e pungente
che sa di nebbia e malinconica allegria.

Complicata città mia,
è bello ascoltarti dalle voci delle persone,
dalle loro battute rapide e affilate,
dai loro saluti interrotti per
timidezza e abitudine.
Costrutti verbali lentamente
cresciuti e deteriorati,
parole che divengono gesto
e viceversa,
mattoni invisibili della nostra
Macerata interiore.

Città metafisica,
in cui la stessa solitudine è
la migliore delle compagnie.
Città dei baci rubati,
nelle ore notturne,
sotto i portoni o nei bizzarri locali.
Città di potere e ribellione,
di frati e carbonari,
di Garibaldi passeggeri e
di eterni sagrestani.

Città di colori sfumati,
di ricordi sbiaditi e speranze svanite.
Città di melodie pazze mutate in
danze dionisiache, di amicizie
tuffate nel vino e di risate
lungo le mura.
Adoro l’eversiva trasgressione di vederti
bianca, ovattata e sconvolta.
Come quella volta di otto anni fa,
tornare da piazza a casa
con la neve a mezza coscia,
l’aria silenziosa e
affilati canini ghiacciati
in agguato dai balconi.
Addormentarsi felici e innamorati,
in una città travestita da luna.

Piccole magie che qui si vivono,
nonostante le nostre litanie
lamentose, i nostri sorrisi amari,
i nostri sogni sprecati.
Macerata mia, continuerò
a viverti e sopravviverti,
provando a non prenderti
troppo sul serio.

LM

Città silente

Dentro il cortile
di pietre antiche
odori e sapori
d’altra età
si disperdono
nei sussulti
di domande attonite.
Vola alta la parola
nella richiesta d’essere uomini.
Vaga nell’aria
della città silente
la voce solitaria del poeta
che irrompe
a portare armonia nuova
tra le mura antiche.
D’intorno la città indifferente
avara al richiamo della parola.
E rimane solo Lei
a baluardo
di sensibilità disperse nell’abbondanza…
Lontano
i rintocchi del vecchio campanile
richiamano te dolce Musa
che solitaria
in questa città indifferente
sei ancora sostegno umile
per lenire
strappi laceranti e sanguinanti
d’un vivere faticoso.
Eppure ti amo
Dolcemente distesa sul colle
con il tuo lento e dolce camminare
sei nel mio cuore
nelle radici del vecchio borgo
testimone di sudore e povertà
rallegrato nei vicoli stretti
da grida di bimbi.
Quel borgo ora tornato vivo
ricordo del mio tempo
dell’infanzia spensierata.
Scrigno nascosto in collina
da aprire verso un futuro armonioso.

MD

Sorride la collina

Ti osservo distesa sul colle scendere fino ai fiumi.
Ascolto la tua voce timida che sale al cielo come una preghiera.
Macerata Soffre
Macerata Cambia
Macerata Cresce
Macerata Insieme
Macerata Ama
Perché sorridi?
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te.

DM

Potrebbero interessarti anche...