Macerata, amore mio: ultimi arrivi!

Continuano ad arrivare le lettere d’amore che partecipano al concorso letterario “Macerata, Amore Mio”. In collaborazione con Bottega del LibroLibreria Del MonteLibreria Catap e Bibidi Bobidi Book. Per partecipare, tutte le informazioni sono qua. Forza! Manca solo una settimana!

Anno 821dc

Siamo partiti in avanscoperta con il buio, uno spicchio di luna l’unica guida in questa terra minacciosa. L’aria è gelida ma poco penetrante, e più risaliamo la costa e ci allontaniamo dal fiume e più il freddo tagliente si asciuga e si sopporta.
Siamo partiti che al campo ancora si dormiva, solo le guardie vegliavano in piedi, appoggiate al muretto di pietra bianca, e coi cavalli al passo abbiamo lasciato le tende nel silenzio dell’oscurità. Inizia ad albeggiare, e giungiamo alla lunga e grande spianata, dove troviamo uno dei nostri. Monta la guardia, e attento ascolta e vigila il versante a nord. Il chiarore oltre le colline preannuncia lo scoccare della prima ora. Allora ci fermiamo per far riposare i cavalli. Non è un lungo tragitto, ma la pendenza è notevole e scivolosa e le bestie arrancano. Pane secco e formaggio duro nelle bisacce, lo ammorbidiamo con acqua. Ripartiamo e con un ultimo sforzo, superiamo l’ultima e ripida salita. Giungiamo fino alla zona alta di questa collina, non si sale oltre. È una spianata erbosa di vegetazione spontanea. Ci sono solo pietre e massi disposti in ordine qui intorno, forse macerie di un antico castello o fortezza dimenticata.

La prima luce rischiara un prato di margherite. Altri fiori gialli piccoli e vivaci ondeggiano insieme, al soffio di una brezza leggera. Il sole da lontano dissolve la foschia e quello che vedo mozza il fiato. A sud le montagne spolverate di bianco. Trattengo il respiro, dicono che là succedono cose inspiegabili. Fatti di magia. Il cielo è chiaro e ormai è luce ovunque. A est le colline si illuminano di un colore brillante mai visto sinora, la campagna è un mantello verde smeraldo che disegna pendenze e percorsi nascosti dove si insinua la luce. Un po’ più su si staglia il blu del mare che diventa cielo.
Una straordinaria sensazione di pace e bellezza. Mancano le parole, gli sguardi si incrociano in un cenno d’intesa e la vista si perde di nuovo all’orizzonte, l’aria sui nostri visi è fresca e profumata d’erba. Questo posto è già mio, della mia gente. Questa sarà la nostra città.

Traduzione dal latino del “Diario del cavaliere”: prima delle pergamene in pelle rinvenute in occasione dei lavori di consolidamento delle fondamenta di Palazzo Ricci a Macerata, a 15 metri di profondità.

V

Orizzonti sospesi

Neve,
Rugiada,
Una foglia portata via dal vento.
Basta un soffio
per cambiare tutto,
eppure qui non cambia niente.

Non è poi così male restare così.

Fedele e presente
come un’amica fidata,
sei pronta ad abbracciare e scaldare il cuore.

Così tu sei.
Sei tu così,
in tutti i tuoi pregi e i tuoi difetti.

Amarti è facile,
nonostante il tuo essere
severa e dispettosa.

Prometti frizzantezza
e poi offri serenità e calma piatta.

Non mi dispiace sai,
tuttavia apprezzerei tu fossi
un po’ più coraggiosa.
Che uscissi dagli schemi
e mi sorprendessi.

Ma forse non sei pronta.
È troppo presto per spiccare il volo?

JRR

Macerata d’estate

Ti scrivo per vedere il tuo sorriso cangiante, invasivo del tuo incedere tra le sere luminose e vere, che  ruotano e ballano tra le mani serie nelle sere sempre amate e tanto adorate nella brezza così sottile e così visibile al tuo aprire le porte mai dolenti e mai splendenti al tramonto che sormonto con il mio sguardo come un dardo nell’infinito del tuo rifinito esistere nel secolo…

SC

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