Partono i corsi di teatro e cinema per bambini al DUMA. Lucia, 6 anni, intervista il maestro

Il prossimo lunedì, 7 Ottobre, inizieranno i corsi di cinema e teatro per bambini tenuti presso il circolo Arci DUMA, a Macerata in Vicolo Tornabuoni 4. Tutti i dettagli verrano chiariti nel corso della lezione aperta, ma abbiamo anche chiesto a una delle persone più interessate al corso, Lucia, una bambina di 6 anni appena compiuti, di intervistare (insieme alla sua mamma) il maestro che impartirà le lezioni di questo corso di teatro: Leonardo Accattoli.

Leonardo Accattoli e Antonio Mingarelli insieme ai grandi attori del corso bambini 2017-18

In prima elementare stiamo imparando le lettere, a leggere, scrivere, e la matematica… Che cosa impara un bambino a un corso di teatro?
A giocare con la fantasia fino a farla diventare un gioco serio.

Ci sono dei compiti?
Compiti a casa? No, non li ho mai sopportati. Queste domande che mi stai facendo insieme alla tua mamma sono già un compito bellissimo.

Io sono un po’ timida e parlo un po’ troppo piano… lo posso fare lo stesso?
Sono sicuro che io sono più timido di te. Comunque, assolutamente sì: la recitazione è la cura migliore contro la timidezza. Lo sapevi che gli attori più bravi sono timidi? Ora lo sai.

Come sono gli altri bambini, i compagni, che età hanno, che cose amano, sono simpatici?
L’età non conta quando siamo in una stanza tutti insieme a pensare a una storia e a come metterla in scena, quando si inventa un personaggio e quello che fargli fare: siamo tutti bambini senza età. Io in primis.

Perché fai il maestro di teatro?
Non so rispondere a questa domanda, perché non mi piace definirmi “maestro”. Mi piace scrivere insieme a voi, costruire qualcosa, giocare. Lo trovo il momento più devastante della settimana, ma allo stesso tempo il più leggero. Non lo so, non lo so dire. Però penso di saperlo fare. Poi, se sono un macello me lo puoi dire senza problemi.

Quando hai scoperto che ti piaceva farlo?
Alle recite delle scuole elementari mi affidavano sempre i ruoli più importanti. A quel tempo ero pieno di capelli e di coraggio. Il personaggio a cui tengo di più è quello di Buzz Lightyear, che ho interpretato in terza elementare: mia nonna mi aveva cucito la tuta spaziale su misura, identica a quella del Buzz vero di Toy Story! Ero felicissimo, la portavo di continuo e andavo per casa gridando: Verso l’infinito e oltre! Credo che lì inconsciamente ho realizzato che inventare storie e vederle prender vita, fare cinema e teatro, era la cosa che mi piaceva di più fare nella vita. Mi emozionavo un sacco a pensare alle storie e a rimetterle in scena. Trascinavo continuamente i miei amici dentro nuove produzioni improvvisate, scritte in un pomeriggio e girate in due con la telecamera di mio padre. Ho un’infanzia costellata di film iniziati e mai finiti, di spettacoli messi in scena per le feste di compleanno di mio fratello e quant’altro. Mi sono perso, qual era la domanda? Ah, sì: quando ho scoperto che mi piaceva fare il maestro di teatro… L’ho presa larga per dire che mi è sempre piaciuto raccontare storie e metterle in scena, è l’unica cosa che riesce a darmi davvero soddisfazione. Poi il maestro di teatro per bambini, nello specifico, da due anni. Anche se “maestro”, come ho già detto, non è il termine che userei. Non si insegnano le storie che si vogliono raccontare, forse si può insegnare il modo, comunque in generale mi piace più dire che passeremo del tempo insieme in una stanza tutta bianca e ci divertiremo a riempirla coi colori che vogliamo. Facciamo come ci pare, insomma.

“Across the universe”, lo spettacolo di fine corso del anno scorso ci ha portato nello spazio

L’anno scorso abbiamo visto il vostro spettacolo sullo spazio, con degli astronauti… Possiamo fare in questo corso qualcosa con delle principesse? O magari supereroi? O alieni?
Il bello delle storie è che non devono per forza essere vere. Quindi, possiamo fare quello che più ci piace.

Mi consigli un libro, uno che possa leggermi mamma una di queste sere, per cominciare a capire cosa sia il teatro o il cinema?
Io mi farei leggere “Abbaiare stanca”, di Daniel Pennac. Per quanto riguarda il teatro o il cinema, tu pensa alla vita senza le parti noiose: è quella cosa lì.

Per quanto riguarda il teatro o il cinema, tu pensa alla vita senza le parti noiose: è quella cosa lì.

Leonardo Accattoli

Devo andare in costume al corso?
Il costume che ti fa indossare solitamente mamma per andare a scuola o a casa di amici va benissimo.

Mi puoi anticipare qualcosa sullo spettacolo finale?
Non lo so: le idee partiranno da voi, io mi limiterò a rimetterle in ordine (e a cancellare qualcosa di produttivamente impossibile: tipo draghi volanti sputa-fuoco). Quindi, dimmelo tu: che spettacolo mettiamo in scena quest’anno?

E qualcosa sul risultato del corso cinema… Faremo un film? Come sarà? Si potrà vedere al cinema?
Calma, non corriamo troppo. Prima bisogna pensare a scrivere una storia che valga la pena di essere raccontata, poi dobbiamo pensare a farla bene, e dopo, se tutto va bene, pensiamo al cinema. Comunque sì, faremo un piccolo film, che sarà bellissimo, quindi magari un modo per andare al cinema alla fine lo
troviamo.

LEONARDO ACCATTOLI nato a Macerata, si è diplomato al Liceo Classico G. Leopardi e successivamente ha conseguito il Diploma alla Scuola Holden di Torino - Corso di Fondamenta dello Storytelling. Nel 2014 ha fondato la Dibbuk Produzioni, una piccola casa di produzione cinematografica. Autore, per il cinema e per il teatro. Nel 2016 "Colazione sull'erba", un corto da lui scritto e prodotto per la regia di Edoardo Ferraro, è stato selezionato alla 31.Settimana Internazionale della Critica del Festival del Cinema di Venezia 

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