Sguardi sulla Grande Guerra: la mostra di Balelli all’Abbadia di Fiastra

250 fotografie in bianco e nero occupano il primo piano del’ex Ospizio dei Pellegrini all’Abbadia di Fiastra. Il fotografo, un giovane geometra e militare, Carlo Balelli, si preoccupa di documentare, con curata perseveranza, le manovre belliche. Con la sua testimonianza in immagini, cattura tutto un lustro di vita (dal 1914 a 1919) marcato dalla guerra mondiale: dalle sue sfumature più drammatiche a quelle più tenere.

Carlo Balelli nasce a Novara, figlio di un fotografo trasferito a Macerata. Non ha ancora compiuto 19 anni quando, nel 1913, viene arruolato nel Corpo specialisti del Genio, Sezione Fotografica Militare e destinato al Battaglione Dirigibilisti. Nel 1914 sarà al Porto di Genova. Nel 1915 si trova a fotografare le posizioni austriache oltre il confine italiano (e dovrà rientrare di fretta per non essere catturato come spia). Nel corso del 1916 fotografa tutto l’arco alpino dal Podgora a Trieste.

Obiettivo sul fronte

Cinque grandi tematiche ci hanno colpito particolarmente di questa mostra, “Obiettivo sul fronte” organizzata dal Centro Studi “Carlo Balelli” per la Storia della Fotografia in collaborazione con la Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata e la Fondazione Giustiniani Bandini e con il patrocinio dei Comuni di Macerata, Tolentino e Urbisaglia.

I bambini. La guerra vissuta dai più piccoli risulta l’angolo più commovente. Giochi sulla neve, costumi da militare, stivali ed elmetti enormi sulle teste sorridenti dei bambini che fanno il saluto militare, che fanno un giro tondo, che ridono, che hanno freddo e vivono tra i ruderi dei bombardamenti.

La distruzione di villaggi e città. Si parla spesso nella storiografia dei primi bombardamenti sui civili degli anni 30 (Guernica). Le foto di Balelli mostrano gli effetti delle bombe sui villaggi già nel 1915. Monumenti civili distrutti, tetti morsi dalle bombe, palazzi sfigurati e vuoti, strade come scheletri… una visione crudele dei primi attacchi sulla popolazione di una guerra sempre più disumana.

La quotidianità dei soldati e la vita nelle trincee. L’attesa, la preparazione, la noia, gli svaghi… Balelli testimonia il giorno dopo giorno, siano le manovre, siano le feste di Carnevale.

Le magnifiche Alpi italiane. La bellezza della natura, la sua forza, i monti innevati… un contesto durissimo, ostile, che i distaccamenti militari popolano e conquistano.

Meta-fotografia. La documentazione che offre Balelli dell’attività di una squadra fotografica militare in azione (in condizioni estreme come l’alta montagna) è interessantissima, si desumono notizie precise sulle stazioni per le riprese, la composizione e le attrezzature in uso.

La mostra apre ogni giorno in orario dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19
presso l’ex Ospizio dei Pellegrini, all’Abbadia di Fiastra. L’ingresso è libero e si può visitare fino al 4 novembre.
Per informazioni: 0733 292942

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