Katakló allo Sferisterio. Per Sofia (5 anni) è un cavallo che va in bicicletta

Qualche giorno fa, la più celebre compagnia italiana di teatro acrobatico, Katakló, ha occupato il palco dello Sferisterio con uno spettacolo poetico e sorprendente. ‘Play‘, un percorso in danza pieno di nostalgia e bellezza che ricorda diverse discipline sportive.

Ciclismo, nuoto sincronizzato, calcio, tennis, lotta.. e anche la palla al bracciale (in onore allo spazio scenico), sono diventati dipinti meravigliosi nei corpi quasi inverosimili dei sei danzatori. Quadri effimeri e fragilissimi, in bilico, che trasmettono una forza fisica travolgente. La scuola del Athletic Dance Theater, creata a Milano 20 anni fa dalla ex ginnasta olimpica Giulia Staccioli, ha ricevuto una grande e sincera ovazione.

MacerataOggi ha voluto chiedere il parere su questo spettacolo a uno dei critici che, tra il pubblico, a bocca aperta e con gli occhi pieni di stupore, ha particolarmente apprezzato la meraviglia delle scene. Ecco la critica di Sofia Zamponi, 5 anni.

Le capriole

Kataklò: sembra il nome di un cavallo che va in bicicletta e che fa le capriole, recensisce Sofia pregustando la visione dello spettacolo. Penso che questo nome lo hanno scelto per divertire i bambini, è così buffo!

Le ombre

Le ombre dei ballerini che si proiettano sul muro di fondo sembrano altri acrobati, un’altra scena, a volte di guerra con dei soldati che corrono e si confonde con la danza sul palcoscenico.

L’equilibrio

Alcuni ballerini sembrano delle femmine e alcune femmine sembrano maschi, ma come sono bravi a fare tutte quelle capriole, verticali e giravolte in aria! Come fanno a non cadere?!

Come un’onda del mare

La mia danza preferita è stata quella con l’arbitro di calcio e i giocatori che, anziché giocare, si arrampicavano, si attorcigliavano su tutte quelle scale e l’arbitro fischiava da solo…ma mi è piaciuta tanto anche la signora che danzava con gli sci. Era bello perché rimaneva con i piedi sempre fermi dentro agli scarponi, ma si piegava in avanti, indietro, muoveva le braccia e la schiena come se disegnasse dei cerchi, delle linee, dei quadrati, poi ad un tratto si è piegata tutta, talmente tanto che sembrava un’onda del mare!

Bello, sì forse lei è stata la più brava!

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