La missione degli Amici dello Sferisterio: amare, condividere, diffondere

Sono poco più di 150 membri, niente male per un’associazione fondata appena tre anni fa che ha moltiplicato il numero di amici dalla sua nascita e che, durante tutto l’anno, non smette di proporre eventi, presentazioni di libri, incontri, prove aperte, workshops… idee, insomma, che servono per diffondere il ricco patrimonio lirico che gravita intorno allo Sferisterio.

Lucia Rosa, con Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi

Gli Amici dello Sferisterio, come spiega Lucia Rosa, presidente, affondano le proprie radici nella storia della Stagione Lirica (già negli anni settanta esisteva infatti un’associazione molto attiva e importante che tanto fece a sostegno della stagione negli anni di esordio).

Gli Amici 2.0 come scherzosamente li chiama la Presidente nascono (o forse rinascono) nel 2016, d’accordo con Francesco Micheli (al tempo direttore artistico). Al termine della stagione dedicata al Mediterraneo, si inaugura ufficialmente l’associazione: dieci persone che sognano di valorizzare il lavoro costante, la passione e la cura di tutti quelli che perpetuano, anno dopo anno, la meraviglia della stagione lirica maceratese: il Macerata Opera Festival, o MOF. Gli Amici —afferma— vogliono sottolineare il valore di questo Festival che coinvolge realtà locali di prestigio e forza come il coro marchigiano Vincenzo Bellini, i Pueri Cantores ‘D. Zamberletti’, la Salvadei Brass Orchestra e la FORM (Orchestra Filarmonica Marchigiana).

Inoltre, sempre secondo le parole della presidente, Gli Amici dello Sferisterio credono in un’opera per tutti, accessibile, curata, spiegata e condivisa, un’opera che durante 4 settimane magiche modula la vita di tutta la città.

‘Sferisterite’ cronica

A Lucia l’amore per la lirica (o piuttosto la ‘sferisterite’, come la definiscono i suoi colleghi) viene trasmessa dalla famiglia, sin da piccola abituata ad aspettare l’annuncio di ogni cartellone e a non perdersi neanche una rappresentazione, in un tempo d’oro per l’opera a Macerata, quando i giganti della lirica e delle arti sceniche contemporanee venivano allo Sferisterio: da Nureyev a Monserrat Caballé.

Che sogna un’opera accessibile anche all’infanzia, lo dimostra con i sempre più numerosi e preziosi progetti per le scuole elementari maceratesi. Non solo con i tre incontri pomeridiani di Giullari, Streghe ed altre storie durante il MOF. Durante l’anno scolastico, 26 classi delle scuole primarie di Macerata, Piediripa, Corridonia, Pollenza e Appignano hanno potuto conoscere e approcciare con entusiasmo il mondo della lirica, hanno giocato con le streghe del Macbeth, si sono commosse con la tragedia di Rigoletto o hanno cantato il coro dei monelli della Carmen di Bizet.

Il successo di diverse iniziative come Opera Teaser, insieme all’UNIMC e ai professori ‘operomani’ come Marcello La Matina —che ha coinvolto i suoi studenti di Semiotica nell’analisi delle opere in cartellone— provano che gli Amici stanno sulla strada dell’apertura verso nuovi e diversi contesti.

Amare l’opera e amare pure chi la fa possibile anno dopo anno, potrebbe essere il lemma di questa instancabile associazione. Su questa linea, il 24 luglio, gli Amici hanno festeggiato il fotografo Alfredo Tabocchini e i suoi 40 anni d’attività come fotografo di scena. Con questo spirito, organizzano le visite nel backstage (lo Sferisterio Segreto) prima degli spettacoli e hanno organizzato il programma d’ospitalità dei magnifici 100Cellos che, per tre giorni stupendi, hanno travolto e stravolto la vita culturale (e anche familiare) dei maceratesi.

Ci sarà allora da aspettare trepidanti le sorprese che nascondono per la prossima stagione, #biancocoraggio.

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