Terminalia risuscita con arte e tradizione l’entroterra marchigiano

Nella bella stagione dei festival, domani ne comincia uno, Terminalia, che nasce con la spinta di un gruppo di giovani che sognano di risuscitare i piccoli borghi dell’entroterra colpiti dal sisma. In quest’edizione il pittoresco Monte San Martino maceratese (740 abitanti) è al centro dell’obiettivo.

“Certo che è un peccato che l’entroterra si stia spopolando”;

“La cultura è morta se se ne sta chiusa fra le anguste mura di una biblioteca polverosa” (ammesso, per amor di retorica, che le biblioteche siano tutte anguste e polverose);

“È possibile, in questa torrida estate marchigiana, fare qualcosa di diverso dalla solita chilometrica coda in superstrada in direzione mare corredata di inumane sudorazioni e abbondanti improperi?”

Se ultimamente vi siete sorpresi a fare almeno una di queste riflessioni, allora vi conviene continuare a leggere l’articolo e scoprire il progetto che un gruppo di giovani ha ideato per placare il vostro tormento.

Terminalia nasce dalla volontà di recuperare la memoria di quei luoghi che si sono ritrovati isolati ai margini della vita contemporanea.  In questi luoghi, spesso piccoli borghi circondati soltanto dalla natura, il rapporto degli abitanti col territorio si è consolidato in pratiche e saperi affidati in primo luogo alla tradizione e divenuti nel tempo Cultura. Una cultura viva che, in seguito ai processi più o meno recenti di spopolamento, si trova ora a rischio di estinzione. 

Il rapporto degli abitanti col territorio si è consolidato in pratiche e saperi affidati in primo luogo alla tradizione e divenuti nel tempo Cultura

È proprio per scongiurare questo rischio che i ragazzi di Terminalia si sono attivati, pensando una serie di eventi-interventi aperti a tutti durante i quali, con la collaborazione di specialisti, artigiani locali, tecnici, amatori e semplici interessati, viene portata a compimento la costruzione di un’opera pubblica con tecniche ormai quasi dimenticate.

Le opere

Negli anni passati hanno costruito a Smerillo un muretto a secco, servendosi dell’antica tecnica “a spina di pesce”.

Poi hanno realizzato un forno in terra cruda a Monte San Martino.

Durante i lavori non mancano introduzioni teoriche e contestualizzazioni storiche dell’opera che ci si accinge a costruire insieme. Chiunque può partecipare. Inoltre, poiché anche il lavoratore più infaticabile necessità talvolta di riposo, i ragazzi di Terminalia hanno ben pensato di capitalizzare i momenti di pausa per dare vita a occasioni di scambio e di condivisione reale: si cucina e si mangia insieme, si racconta e ci si racconta, si assiste insieme alla proiezione di film e molto altro; ci si apre, insomma, in un’atmosfera d’altri tempi e (appunto) d’altri luoghi di cui potremmo anche scoprire di aver bisogno nel nostro quotidiano. E chissà che, oltre alla bella esperienza e alle nuove antiche conoscenze, non riportiamo a casa anche una diversa attitudine, più o meno duratura, verso la vita e verso gli altri.

Prossimo appuntamento

I Terminalia di quest’anno si svolgeranno a Monte San Martino dal 06 al 12 agosto (in fondo all’articolo trovate il programma dettagliato) e avranno come scopo principale la costruzione di una copertura in ceramica per il forno in terra cruda costruito l’anno scorso. Dal momento che tutti gli eventi sono gratuiti e che il progetto vive per lo più libere offerte, non abbiamo davvero nulla da perdere nel partecipare e tanto da guadagnare.

Un applauso ai ragazzi di Terminalia e buon divertimento a tutti coloro che si avvieranno per la strada nella direzione “sbagliata”, verso l’entroterra ricco di piccole grandi storie che non possiamo dimenticare. 

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