Abbiamo avuto due violoncellisti a casa per tre giorni e quello che è successo ti sorprenderà

Erano in 100. I violoncellisti di Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi, giovani di tutto il mondo e di tutte le età (sì, tutte le età e comunque giovani) venuti a Macerata per tre giorni di musica. Gli Amici dello Sferisterio, hanno chiesto ai maceratesi la disponibilità per alloggiare questi fantastici ospiti. Noi diciamo sempre di sì alle proposte belle. E quindi due giovani talenti hanno fatto uso della stanza degli ospiti che, di solito, rimane tutta sola e senza melodie che l’abitino.

100 Cellos allo Sferisterio di Macerata. Ph: Ernesto Scarponi

Diciamo che sono venuti per tre giorni pero in realtà, immersi nelle lunghissime prove e concerti in giro per la città, li abbiamo visti per poco tempo. Ciò nonostante, il poco tempo insieme a casa è bastato per dar vita a una serie di piccole conseguenze che non mi sarei mai aspettata.

  • La mia figlia più piccola di quasi 4 anni, ha tirato fuori il violoncello di cartone (gli allievi della Scuola Civica di Musica Scodanibbio sanno di cosa parlo) che 6 o 7 mesi fa aveva deciso di abbandonare per sempre. Penso che sia rimasta molto colpita da questi due giovani musicisti, sorridenti e solari, perché ha messo a posto tutti i suoi giocattoli e ha detto mille volte che doveva comportarsi bene, come se invece di due musicisti fossero gli emissari di Babbo Natale. Giuro che non ho avuto niente a che vedere con tanta disciplina. Carlo e Andrea hanno lasciato il loro autografo sul violoncello di carta con un messaggio bellissimo per tutti noi: “La musica è libertà“. Anche noi lo crediamo.
  • Sulla stessa linea di pensiero, il bimbo di quasi 6 anni, ha mangiato la verdura. Ha mangiato la verdura! La verdura! Mio figlio! Senza nessun genere di stratagemma, ha pensato che se mangiava la verdura i violoncellisti sarebbero stati più contenti. Non ho voluto approfondire questo sillogismo e ho messo più insalata nel suo piatto. Ancora sono stupita.
  • Tutti e tre i fratelli si sono scordati dei bronci e dei capricci per alzarsi la mattina. Due custodie di violoncello, che in verticale sembravano due persone (una pure col cappello di paglia in testa), facevano da guardia al salotto. La situazione era troppo interessante e bisognava svegliarsi presto. Una mattina, prima che si alzassero i musicisti, abbiamo provato ad auscultare il cuore di queste custodie con lo stetoscopio della Dottoressa Peluche. Penso che sia una esperienza che nessuno dovrebbe perdersi.
  • Ci siamo intrattenuti a cucinare, durante uno di questi lunghi pomeriggi estivi, biscotti a forma di violoncello. Va bene, i tagliapasta a forma di violoncello non li abbiamo trovati dopo aver cercato dappertutto, quindi li abbiamo fatti a forma di campana, che pure lei suona… e di balena cantante…e di dinosauro… Poi ci siamo scordati i biscotti dentro il forno e si sono bruciati tutti pero crediamo sia il pensiero quello che conta di più.
  • Per tre giorni, abbiamo cambiato le puntate di Me Contro Te per il canale YouTube di Giovanni Sollima e 100 Cellos. Non avrei mai immaginato quanto possa essere bello sentire i Green Day suonati col violoncello barocco. Posso aggiungere che Lui e Sofi (i ragazzi che danno vita a questa serie su YouTube) non mi sono mancati per niente.
  • Siamo andati tutti al concerto allo Sferisterio, e contro tutti i pronostici, non siamo dovuti andare via 10 minuti dopo l’inizio. Anzi, siamo rimasti per ben due ore… quindi abbiamo ballato la pizzica, abbiamo cantato l’Inno alla Gioia con i Gus Brothers, abbiamo imparato come si pronuncia Purcell in abruzzese e abbiamo anche assistito a un’ultima magia. Perché quando tutti i violoncellisti hanno appoggiato, a mo’ di investitura, l’archetto sulla testa della splendente quattordicenne iraniana Nika Afkari che non può per adesso cantare nella sua patria (perché là le donne non si possono esibire in pubblico), la piccola, ai suoi quasi quattro anni, mi ha detto, “vedi gli archi sono bacchette di fata, e adesso, con questo incantesimo, questa bambina potrà cantare sempre dove gli pare”

Grazie di cuore Amici dello Sferisterio. Grazie 100 Cellos. Grazie in particolare a Carlo ed Andrea. Ci mancate già. Tornate presto.

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