Toi, toi, toi e altre curiosità del mondo della lirica

Aneddoti, eccentricità, riti e record… mettiamo insieme 10 dati variopinti di relativa e dubbia utilità. Può darsi che già li conoscessi, può darsi di no. Comunque buttati là casualmente in una conversazione con i tuoi vicini di palco, ti faranno passare per un vero intenditore dell’opera!

La Diva, Maria Callas
  • TOI, TOI, TOI. Attori, ballerini, registi… si sa che hanno dei modi particolari per augurarsi buona fortuna (essendo le parole “buona fortuna” vietatissime). Se in teatro l’usanza è desiderare ai colleghi una rottura di gamba (break a leg) o anche uno scatologico “tanta merda” (in Italia, Spagna e Portogallo), dietro le quinte dello Sferisterio e dei grandi teatri lirici si pronuncia ritualmente questo triplo “toi“. Sull’origine di questo augurio, qualcuno dice che sia l’onomatopea che riproduce il suono di uno sputo di buon augurio, secondo altri viene dallo yiddish ‘Tov’ (buono)
  • 7 minuti. Ti è sembrata un po’ lunghetta la Carmen di Bizet? Puoi sempre compensare con l’opera più breve mai scritta e rappresentata, La Liberazione di Teseo (Op 99) del francese Darius Milhaud (una delle sue tre Opéras-Minute).
  • Nibelunghi. All’altro estremo per quanto riguarda la durata, si trova L’anello del Nibelungo di Wagner, composto da quattro opere, la cui rappresentazione integrale dura più di 20 ore (lo sanno bene gli spettatori del Festival di Bayreuth). Wagner ci mise 26 anni per finirle
  • 12 anni. Aveva Mozart quando compose la sua prima opera, La Finta Semplice, opera buffa in tre atti.
  • L’uovo. Cioè, il Gran Teatro Nazionale dell’Opera di Pekino, aperto nel 2007, e costruito secondo il progetto del architetto francese Paul Andreu, è il più grande auditorium coperto per la lirica, con una capacità per 6.500 persone. L’Opera di Sydney (di Jørn Utzon) può accogliere 5.738 spettatori (non tutti nella stessa sala), il Metropolitan Opera House di New York quasi 4.000 (compresi 224 standing post, cioè, in piedi)
  • 12.500. Il consenso sul numero di posti acquistabili alla mitica Arena di Verona, il più grande anfiteatro all’aperto (4 volte la capienza dello Sferisterio)
  • Jacopo Peri. Dicono che fu lui, e che fu precisamente nel 1600, l’autore della prima opera che può considerarsi tale, Dafne, e della prima della quale ci sia giunta la partitura, Euridice. Si considera che il primo melodramma sia L’Orfeo di Monteverdi.
  • Kim Jong Il. Il dittatore coreano scrisse sei opere in tre anni, quasi tutte ambientate negli anni 40-50. Secondo i suoi biografi, sono le migliori al mondo. Ci permettiamo di mettere in dubbio queste affermazioni, fintanto che gli stessi biografi riportano che l’uomo sia in grado di fare 11 buche nel gioco del golf con un solo colpo o che non defechi mai.
  • Maria Callas, la diva delle dive, nata a New York e d’origine greca, cominciò a cantare a soli 5 anni. Il debutto fu in Grecia, a 18 anni. Il primo ruolo da protagonista, Tosca, uno dei suoi preferiti
  • Donne bandite. Fino al XVII secolo non era permesso che le donne cantassero, perciò esistevano i castrati per le note più acute. Alcuni di questi castrati, come Farinelli, acquisirono una fama strepitosa. Purtroppo (e tristemente), ancora oggi ci sono dei posti al mondo dove le donne non possono cantare in pubblico, come ha ricordato ieri Enrico Melozzi, portando sul palco dello Sferisterio, insieme ai 100Cellos, la portentosa voce della giovane cantante iraniana Nika Afkari

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