Perché il Macbeth del MOF merita un triplo sold-out

Tra due giorni, ci sarà la prima di un Macbeth travolgente che abbiamo potuto apprezzare all’anteprima giovani. Il capolavoro verdiano tratto dalla tragedia scozzese di Shakespeare, con la regia di Emma Dante, direzione musicale di Francesco Ivan Ciampa e le voci, portentose, di Saioa Hernández, Roberto Frontali, Giovanni Sala… ci ha stupito, commosso e ci ha lasciato senza parole.
Oggi vogliamo condividere le impressioni di Riccardo Scarponi, uno spettatore con una lunga esperienza come chitarrista e musicista, nonché affezionato allo Sferisterio e alla lirica. Ci spiega perché devi correre, adesso, senza lasciar passare un secondo, in biglietteria.

Un Verdi ispiratissimo in una delle sue migliori stagioni creative. Considerata dai melomani uno dei suoi più grandi e complessi capolavori, il Macbeth è un’opera portentosa e dall’orchestrazione fosca e vigorosa. Da vivere, vedere e ascoltare intensamente senza indugio.

Una rappresentazione corale di grande effetto, potenza ed equilibrio multimediale. L’opera è una delle forme d’arte che meglio riesce a donare al pubblico la possibilità di vivere un’esperienza sinestetica totale. I sensi si mescolano e l’opera d’arte inebria il corpo e l’anima dell’ascoltatore attento, a patto che tutto venga stimolato con la stessa attenzione ed eleganza. È proprio questo il caso del Macbeth in scena al MOF 2019. Regia, scenografia, coreografia, costumi, orchestra, coro e cantanti lavorano coerentemente insieme senza stonatura alcuna. Da segnalare su tutto la bravura dei cantanti; Grande la carica drammatica delle voci protagoniste, ma il livello rimane piacevolmente alto anche nei personaggi secondari.

Il coro. Il Macbeth offre alcuni dei momenti coristici più intensi dell’opera italiana. Streghe, Sicari, Profughi – interpretati dal Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” in uno dei suoi assetti più estesi – coinvolgono e travolgono lo spettatore lasciandolo sentimentalmente tramortito solo dopo l’adrenalinico, potentissimo, finale.

Vivere lo sferisterio in 4D. L’azione scenica avviene fuori e dentro il palco. L’abilissimo riadattamento per lo Sferisterio vive l’arena a 360 gradi e avvolge a più riprese lo spettatore creando un effetto surround sia scenico che vocale nei momenti di suspance più intensi.

Rispetto per la tradizione. L’immagine del Macbeth offerta da Emma Dante è garbata, rispettosa e filologicamente in linea con gli intenti dei due giganti della drammaturgia. Nessuna violenza visiva né estetica è inflitta nei confronti di Verdi e Shakespeare che rimangono saldamente al centro della rappresentazione. Il signore sia lodato.

ival 2019
Roberto Frontali, un Macbeth gigantesco

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